INTERVISTA ALLA PROFESSORESSA LUCIA BORTOLINI: L’IMPORTANZA DI EDUCARE FIN DA PICCOLI SUI TEMI DEL CICLO NATURALE DELL’ACQUA E GLI EFFETTI DEI CAMBIAMENTI CLIMATICI

Insegna “Irrigazione e gestione dell’acqua nelle aree verdi” alla Scuola di Agraria dell’Università di Padova. La professoressa Lucia Bortolini venerdì 29 maggio 2020 ha tenuto la lezione “Kids University BEWARE”, l’iniziativa formativa organizzata nel contesto del Progetto LIFE BEWARE, che ha visto coinvolti, tramite collegamento internet, oltre mezzo migliaio di bambini, ragazzi e insegnanti appartenenti alle scuole elementari e medie di Santorso e Marano Vicentino. Un’esperienza pilota in cui è emersa l’importanza, sempre maggiore, di educare i giovani e i giovanissimi ai temi degli effetti dell’urbanizzazione e dei cambiamenti climatici in atto sul ciclo naturale dell’acqua. Dati i riscontri largamente positivi, l’evento sarà ripreso a livello nazionale in autunno.

Professoressa Bortolini, quanto è stato emozionante tenere la sua lezione di fronte a un uditorio così diverso dalle sue lezioni all’università?

In realtà, non è stata la prima volta in assoluto che mi sono trovata a fare lezioni a giovani e giovanissimi, avendo già avuto in precedenza esperienze simili di insegnamento, ma in aula, nell’ambito del “Kids University” organizzato dall’Università di Padova. Ho anche avuto l’opportunità, in passato da giovanissima, di insegnare per diversi anni ai ragazzi di 13-14 anni delle medie superiori. Quindi, diciamo, che ero già abituata a lavorare con ragazzi più giovani rispetto a quelli che frequentano l’università. Per me, comunque, è sempre un’emozione lavorare con i ragazzi.

Come è riuscita a catturare così bene e così a lungo l’attenzione su temi, anche specifici, da parte di bambini e ragazzi?

Spero davvero di esserci riuscita! Lavorando anche nella divulgazione, soprattutto nel campo dell’irrigazione, sono abituata a pubblici molto diversi e, di conseguenza, a dover adattare i contenuti e le modalità di insegnamento a chi ho di fronte.

Quali sono stati gli argomenti che hanno avuto una maggiore attenzione?

Penso che possa essere stato maggiormente di interesse proprio il tema dell’acqua e del suo ciclo, quanto questa risorsa sia fondamentale per l’uomo e, come menziona lo stesso titolo della lezione, sapere il suo percorso ovvero dove “vanno a finire le gocce d’acqua”. Ma anche il tema dei cambiamenti climatici, degli eventi piovosi intensi e il loro impatto sulle nostre città ha sicuramente riscosso attenzione.

Ritiene che si stia abbassando l’età in cui si forma una sensibilità, se non già una coscienza, verso i temi ecologici e i fenomeni legati all’ambiente? Ritiene importante che si parli di questi temi già ai più giovani?

La sensibilità occorre crearla e quindi è importante la funzione dei genitori, da una parte, e dei docenti, dall’altra. La sensibilità per la natura e per l’ambiente è insita nell’uomo e quindi anche nei bambini. Chiaramente, questa attenzione dev’essere stimolata e quindi non vedo proprio perché non si dovrebbe parlare di questi temi a quest’età. I bambini sono estremamente ricettivi e a quell’età tutto ciò che si semina porta poi a frutti importanti nell’età adulta.

Come valuta l’esperienza della “Kids University Beware”?

E’ stata particolarmente interessante perché c’è stata una platea, anche se virtuale, assai più ampia di quella che generalmente siamo abituati a ospitare nelle aule universitarie, e quindi, in questa modalità, abbiamo avuto modo di capire che si riesce anche a portare il messaggio a un numero notevolmente maggiore di persone, in questo caso di bambini e di ragazzi. Il contatto con docenti dell’Università poi è fondamentale, perché si ha la possibilità di avvalersi della professionalità di chi, oltre ad insegnare, fa anche ricerca e può offrire competenze più approfondite e sempre aggiornate.

Pensa di ripetere il suo intervento?

In quell’occasione l’impegno è stato quello di una mezza giornata, più naturalmente il tempo dedicato alla preparazione del materiale, adattando a questa nuova modalità online ciò che già utilizzavo per le lezioni in aula. Ora, visto il successo di questa prima esperienza, sarebbe sicuramente interessante riproporla a degli altri studenti. Ritengo importante la divulgazione e la formazione su argomenti così rilevanti anche alle persone più piccole. Queste iniziative offrono, inoltre, la possibilità di informare e formare i docenti e magari anche le famiglie, riuscendo così a trasferire queste conoscenze a una platea ancora più ampia.

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